Warning: preg_replace(): Empty regular expression in /htdocs/public/www/wp-content/themes/AgronicaTema1/header.php on line 22 PANIFICANDO. Inserimento lavorativo nel settore della panificazione tradizionale


Avviso N. 6/2009 per l’occupabilità nel settore dell’artigianato grazie al recupero  e alla valorizzazione degli “antichi mestieri

Con Provvedimento del Dirigente Generale D.D.G. N. 3673 del 20/09/2010, Registrato alla Corte dei Conti, sezione controllo per la regione siciliana, addì 5 novembre 2010, reg. n.1, fg. n. 15, è stato ammesso a finanziamento il Progetto “PANIFICANDO. Inserimento lavorativo nel settore della panificazione tradizionale
Codice n. 2007/IT.051.PO.003/IV/E/F/9.2.1FP/0228.

PREMESSA

La società cooperativa Agronica è una società di servizi che opera nei settori della formazione e della riqualificazione professionale, della progettazione, dell’orientamento e della selezione, della ricerca, dello sviluppo territoriale e nella creazione e accompagnamento di nuova impresa. Fondata nel 1983, la società si è inizialmente impegnata in studi, ricerche e progettazioni orientati al mondo dell’agricoltura, alle tecniche culturali, alla sperimentazione agraria. Accreditata nel giugno 2003 presso la Regione Sicilia quale centro di formazione e orientamento, ha consolidato il suo intervento nella formazione di giovani e adulti, nella promozione di tirocini formativi e di politiche attive del lavoro, nella creazione d’impresa, sviluppando nuovi servizi e una fitta rete di collaborazioni specialistiche.

Dalla ricerca “La trasformazione del grano duro in prodotti alimentari nel Meridione d’Italia: analisi e studio della competitività economica delle diverse fasi dell’intera filiera”, condotta dal Dipartimento di Economia dei Sistemi Agro-forestali dell’Università degli Studi di Palermo, emergono due dati di estremo interesse. Il primo ci dice che l’Italia rappresenta in Europa il paese con il più elevato consumo di pane pro-capite: 67 kg/anno; il secondo dato coinvolge il settore della panificazione che risulta diviso principalmente in due rami: i panificatori artigianali, che coprono, con la produzione di pane fresco, il 90% della domanda totale di pane, e l’industria alimentare della panificazione.Il settore della panificazione artigianale vive, però, un momento di forte crisi.Una delle motivazioni, soprattutto nel Meridione d’Italia e in particolare in Sicilia, sembra essere rappresentata dalle dure condizioni di lavoro (svolto per un buon 80% nelle ore notturne) e dal lento e progressivo disinteresse e allontanamento dei giovani dai settori produttivi artigianali e tradizionali. Molti panificatori della provincia di Palermo registrano, infatti, notevoli difficoltà nel trovare giovani apprendisti, con la naturale conclusione di essere costretti a chiudere la loro attività.

In linea con gli orientamenti condivisi a livello comunitario, nazionale e regionale, Agronica ha ideato, partecipato e realizzato il Progetto “PANIFICANDO. Inserimento lavorativo nel settore della panificazione tradizionale”. Il progetto nasce proprio dalla registrazione di tali fabbisogni specifici del territorio e mira a soddisfarli adottando la strategia proposta attraverso l’Asse Occupabilità del Programma Operativo Regionale FSE 2007-2013.Agronica infatti, comprendendo le emergenti difficoltà nel settore della panificazione artigianale e tradizionale nel territorio siciliano, ha intuito e ritenuto di fondamentale importanza proporre il suo progetto sia per dare lettura

ai fabbisogni formativi delle aziende sia per proporre delle soluzioni concrete e operative alle esigenze dei giovani che necessitano di acquisire competenze e abilità adeguati al loro inserimento nel campo del lavoro.Valorizzare l’antico mestiere del panificatore riconsegna, dunque, nelle mani della tradizione la possibilità di sostenere sia il maestro artigiano siciliano nelle difficoltà che incontra a conservare e trasferire il proprio mestiere, sia le esigenze dei giovani interessati ad intraprendere un percorso che li vede impegnati in una formazione on the job, che passa da una formazione teorica e trasversale in aula ad un graduale e progressivo inserimento nell’azienda artigianale dove il mentor fa da guida e maestro.

IL PROGETTO

Il pane prima di essere un alimento è un simbolo, un simbolo della storia, della cultura, ed anche delle religioni che si sono succedute nella nostra isola. Il pane, quello lievitato, è un simbolo della comunità in cui viene prodotto: un insieme di microorganismi, tipici di un ambiente naturale, opera della trasformazione della materia utilizzata, conferendo al prodotto caratteristiche organolettiche e nutrizionali riconoscibili” (tratto dalle ricerche condotte dal Consorzio di Ricerca Ballatore).

Il progetto Panificando nasce dalla constatazione dell’importanza del pane nella cultura siciliana e dalla volontà di preservare e rivitalizzare tale settore produttivo artigianale.

Il grano in Sicilia, infatti, rappresenta allo stesso tempo ricchezza, tecnologia, paesaggio, cultura e tradizione.

Nella nostra regione sono presenti 87 molini e 16 pastifici industriali, a testimonianza dell’importanza che nel corso della storia ha acquisito la cerealicoltura, quarto settore produttivo agricolo per rilevanza economica.Non a caso da millenni la Sicilia è il granaio d’Italia, grazie al suo microclima che consente la produzione di grano di qualità e privo di micotossine.

La Sicilia, inoltre, è la seconda Regione d’Italia nella produzione di grano duro e sembra essere nelle sue intenzioni fare di tutto per migliorare e rimanere competitiva nella qualità e nella redditività.

Alla luce di questa straordinaria realtà, le attività progettuali vogliono contribuire anche a restituire alla storia del territorio siciliano e alle sue tradizioni il ruolo che merita nella formazione di giovani disoccupati e inoccupati nel settore delle produzioni alimentari tradizionali.

Amare la tradizione e “riscoprirla” attraverso gli antichi mestieri e gli antichi sapori sono strumenti di arricchimento culturale e personale oltre che strumenti per acquisire conoscenze e competenze nuove basate su mestieri antichi.

Per dare forma e contenuto a queste riflessioni, ci si è messi in linea con l’obiettivo generale dell’Avviso Pubblico n. 6/2009: creare occupabilità nel settore dell’artigianato grazie al recupero e alla valorizzazione degli “antichi mestieri”. Agronica, dunque, attraverso il progetto, riconoscendo nel settore della panificazione tradizionale uno strumento in grado sia di ereditare le pregevoli ricette della lavorazione del pane sia di creare imprenditorialità sostenendo il passato, ha posto in essere un sistema formativo integrato, in grado di intercettare e realizzare pienamente gli obiettivi e le finalità del bando.

DESTINATARI DEL PROGETTO

Il progetto è stato rivolto ai giovani, uomini e donne, di età compresa fra i 18 e i 32 anni, italiani e stranieri, residenti nel territorio siciliano da almeno 6 mesi e con regolare  permesso di soggiorno.

La preparazione artigianale ancora prevalentemente manuale, i tempi di preparazione abbastanza lunghi, le rese produttive più basse ne hanno relegato la produzione a pochi superstiti artigiani. Anche se alcune materie prime che entravano nella sua mescolanza non vengono più utilizzate, il nostro pane ha continuato a mantenere alcuni caratteri di tipicità, che lo rendono un prodotto conosciuto e apprezzato anche al di fuori dell’ambito strettamente locale.

Alcune modifiche introdotte nella lavorazione hanno accorciato il processo di panificazione, che resta tuttavia precluso alla panificazione industriale, la quale richiede tempi notevolmente più brevi.

L’invasione nel mercato di prodotti surgelati e il rischio di una progressiva scomparsa in questo contesto sia di figure esperte, che siano in grado di mantenere alto il livello competitivo e qualitativo, sia della progressiva perdita di un prodotto altamente proteico e di elevata qualità mostrano l’esigenza di valorizzare ciò che la Sicilia produce e vuole esportare che non è riproducibile nelle fabbriche alimentari.

In aderenza all’approccio della Strategia di Lisbona che tende alla piena occupazione, promuovendo un mercato del lavoro accessibile a tutti, l’intervento progettuale ha voluto promuovere strumenti e percorsi che sostenessero il lavoratore nel suo ingresso nel mercato del lavoro, intervenendo su due aspetti:

  • sulla dimensione individuale: ciascun partecipante e’ stato accompagnato in un percorso di formazione, orientamento ed esperienza all’interno dell’azienda artigiana, finalizzato a trasferire e valorizzare quelle competenze trasversali e tecnico professionali, espressamente richieste dal sistema economico locale;
  • sulla dimensione di sistema: formare giovani e dare loro una professionalità nello specifico settore delle produzioni artigiane tipiche permette a tale settore economico il reperimento a costo zero di nuova e preparata manodopera, supporta i processi di riconversione e ristrutturazione aziendale.

La risposta alla proposta progettuale ha messo in luce l’interesse nei giovani verso tale settore, unito anche, in alcuni casi, al desiderio di mantenere e portare avanti anche le tradizioni di famiglia con delle idee innovative.

PARI OPPORTUNITÀ E SVILUPPO SOSTENIBILE

Il progetto, in linea con le direttive dell’Unione Europea, ha inteso valorizzare i principi di pari opportunità attraverso diverse azioni:

  • nella fase di selezione e orientamento, è stata coinvolta una psicologa al fine di meglio individuare nei candidati quelle competenze utili a stimolare la partecipazione al progetto, rilevare le reali necessità della propria vita familiare, individuare le modalità di conciliazione tra vita familiare e formativa, presentare al meglio le opportunità previste dal progetto;
  • durante la formazione d’aula, è stato erogato un modulo didattico incentrato sui principi di pari opportunità;
  • la previsione di specifiche misure di accompagnamento finalizzate alla conciliazione della vita familiare e formativa/lavorativa dei partecipanti.

All’interno del progetto è stato altresì previsto un modulo formativo in tema di sviluppo sostenibile, al fine di educare e animare i partecipanti verso una gestione ambientale responsabile della loro futura attività e, quindi, sensibilizzarli al rispetto dell’ambiente in relazione al progresso tecnologico.

STRUTTURA DEL PROGETTO

Il progetto è stato avviato in data 30 dicembre 2010 con l’azione di promozione, diffusione e pubblicizzazione dei contenuti e obiettivi progettuali su tutto il territorio coinvolto: Città di Palermo e Provincia.

La natura integrata del progetto ha visto lo sviluppo e la realizzazione di ben sei diverse azioni progettuali:

Azione A: Fase di Orientamento: Reclutamento, Orientamento e Selezione.
Durata: 24 ORE

Azione B: Fase Formazione in aula
Durata: 120 ORE

Azione C: Tirocinio formativo (Fase 1)
Durata: 160 ORE

Azione D: Ri-Orientamento
Durata: 24 ORE

Azione E: Tirocinio formativo (Fase 2)
Durata: 1.600 ORE

Azione F: Valutazione finale degli apprendimenti e di orientamento all’inserimento lavorativo
Durata: 24 ORE

L’originaria durata di mesi 20 (venti) è stata prorogata di ulteriori 6 (sei) mesi, giusta autorizzazione dell’Amministrazione Regionale Prot. n. 25154-UOBXII del 09.12.2011. Le attività progettuali si sono così regolarmente concluse il 31 ottobre 2012.

AZIONE A) RECLUTAMENTO, ORIENTAMENTO E SELEZIONE

L’attività progettuale ha regolarmente ed effettivamente avuto inizio in data 30 dicembre 2010 con l’azione di Promozione e Pubblicizzazione del programma progettuale, attraverso la progettazione e realizzazione di un Piano di comunicazione integrato: manifesti, locandine, sito web, coinvolgimento di collaboratori esterni impegnati, attraverso l’associazione di categoria coinvolta, direttamente sul territorio cittadino e provinciale nell’attività di pubblicizzazione del bando di selezione e dunque delle finalità e dei contenuti del progetto.

Le domande di partecipazione pervenute allo scadere del bando sono state complessivamente 35 (trentacinque), di queste n. 7 (sette) sono state escluse per vizi formali insanabili e n. 28 (ventotto) sono state ritenute formalmente ammissibili.

Il numero dei candidati presenti nel giorno prefissato per la prova di Pre-Selezione (28 marzo 2013) è stato pari a 22 (ventidue).

L’Ente Gestore Agronica ha realizzato, come da programma progettuale approvato, l’attività di Orientamento in data 24, 25 e 28 marzo 2011, alla quale hanno partecipato n. 21 (ventuno) candidati. Il candidato assente, non avendo presentato alcuna documentazione a giustificazione della propria assenza, è stato considerato rinunciatario.

L’azione di Orientamento, condotta da esperti orientatori esterni supportati da materiali strutturati quali schede di autoanalisi, ha permesso di evidenziare ulteriormente la coerenza del percorso formativo e professionale di ciascun candidato rispetto ai contenuti e alle finalità del programma progettuale, grazie all’elaborazione dettagliata e analitica della relazione di bilancio delle competenze del candidato.

Conclusa la fase di Orientamento, Agronica ha costituito una commissione di selezione in data  7 aprile 2011, composta dal presidente e da due membri, tutti espressione dell’associazione di categoria che è stata coinvolta già in fase di progettazione a titolo gratuito e che attraverso un colloquio hanno accertato la reale motivazione a partecipare al corso.

I candidati che si sono presentati alla prova di Selezione sono stati 20 (venti). A conclusione della selezione é stata stilata e pubblicata la graduatoria definitiva dei candidati ammessi: per i primi 16 (sedici) allievi così selezionati é iniziata la fase di formazione d’aula.

AZIONE B) FORMAZIONE IN AULA

La fase di formazione d’aula, per una durata complessiva di 120 ore, ha avuto inizio il 16 maggio 2011 e si è conclusa il 20 giugno 2011.

L’azione in questione è stata finalizzata al trasferimento di competenze di base, trasversali e tecnico professionali propedeutiche alla fase di addestramento in azienda.

Specificatamente, il percorso formativo del gruppo aula è stato così strutturato:

 

  • n. 5 ore Presentazione del percorso e socializzazione (Dr.ssa Angelica Blanda): è stato presentato il percorso formativo e gli obiettivi che esso si prefiggeva di raggiungere, lo staff didattico e le aziende artigiane coinvolte nel progetto quali strutture ospitanti;
  • n. 5 ore Le pari opportunità (Avv. Paola Li Calzi): sono stati presi in esame alcuni concetti fondamentali della cultura delle donne (differenza di genere, identità, posizionamento) e sono stati analizzati i diversi approcci e le impostazioni metodologiche dei principali strumenti a garanzia delle pari opportunità quali la Direttiva CEE del 1976, la Carta di Nizza (12/2000), le Direttive 2000/43/CE  e 2000/78/CE, la Direttiva 2006/54/CE, la legge 903/77 sulla parità nel lavoro;
  • n. 5 ore Sviluppo sostenibile (Dr. Luigi Marchione): per formare e motivare gli allievi verso una gestione aziendale responsabile verso l’ambiente sono stati presi in esame argomenti come:  misure di politica ambientale, raccolta differenziata, ciclo di smaltimento dei R.S.U., inquinamento, cambiamenti climatici, protezione e gestione delle acque;
  • n. 20 ore Informatica di base (Prof. Massimo Mazzagreco): il modulo è stato finalizzato all’acquisizione di alcuni elementi di informatica essenziali in qualsiasi contesto lavorativo (sistema operativo windows e strumenti di Office automation di comune utilizzo);
  • n. 12 ore di D. Lgs. n. 81/08 – Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro (Ing. Stefania Travaglia): il modulo si è posto l’obiettivo di trasferire ai partecipanti l’importanza del rispetto costante delle misure di prevenzione e di sicurezza, la capacità di adottare le procedure atte a svolgere la mansione assegnata nel rispetto delle norme di sicurezza e igiene del lavoro, la capacità di utilizzare e conservare i dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) messi a disposizione;
  • n. 20 ore Ragioneria generale e applicata (Dr.ssa Lea Sabella): l’obiettivo del modulo è stato quello di fornire ai partecipanti le nozioni fondamentali riguardanti gli aspetti base della contabilità d’azienda;
  • n. 8 ore Cultura e gestione aziendale (Dr. Luigi Marchione): si è voluto creare e diffondere all’interno del gruppo i valori che stanno alla base della nascita di un’azienda e trasferire le principali nozioni operative necessarie per una corretta gestione aziendale;
  • n. 15 Programmazione e controllo (Dr.ssa Lea Sabella): si è voluto mettere i destinatari nelle condizioni di comprendere l’importanza della gestione organizzata delle risorse in funzione delle attività e del relativo tempo;
  • n. 10 ore Elementi tradizionali e artigiani del territorio provinciale e regionale (Prof.re Gaspare Pecoraro): si è tracciato un percorso di conoscenze relative ai prodotti artigianali e tradizionali tipici locali, sulla loro storia e sulle modalità di lavorazione, per qualificare capacità di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici evidenziandone caratteristiche e peculiarità del panorama artigianale locale;
  • n. 10 ore Il settore della panificazione tradizionale (Prof. Giuseppe Nobile): gli obiettivi del modulo sono stati quelli di trasferire ai partecipanti le conoscenze relative alla storia delle tradizioni della panificazione siciliana, dall’antico “pani travagghiatu” al cosiddetto “pane nuovo”, agli antichi strumenti del mestiere (vagli, maidda, sbriga, etc.) e alle diverse tipologie di pani della tradizione siciliana e delle saghe ad essi collegati.

Durante questa fase, un allievo ha rinunciato al percorso.

Per ciascun modulo, il docente ha predisposto e consegnato agli allievi dispense e materiale didattico vario; il livello di apprendimento dei partecipanti è stato monitorato e verificato tramite verifiche sia “non strutturate” che “strutturate”.  Le lezioni sono state effettuate anche con l’utilizzo di proiezioni di slide tramite video-proiettore.

LA METODOLOGIA DIDATTICA IN AULA

I criteri che hanno guidato la logica formativa sono stati principalmente due:

  1. l’apprendimento per ricezione;
  2. l’apprendimento per scoperta.

Questa scelta ha comportato l’adozione di una metodologia propria degli apprendimenti rivolto ad adulti, dirette al processo evolutivo sia nella dimensione individuale che in quella collettiva.

A tal fine, come tecnica di supporto alla lezione seminariale, sono state scelte  sia i lavori di gruppo che i giochi di socializzazione; strumenti che ben integrati sono utili a sostenere l’apprendimento teorico che altrimenti sarebbe rimasto fine a se stesso.

AZIONE C) TIROCINIO FORMATIVO (FASE I)

In data 11 luglio 2011, a conclusione della fase didattica d’aula, è stato avviato il Tirocinio Fase I, che ha indirizzato i partecipanti verso la prima e fondamentale conoscenza delle aziende artigiane coinvolte nel progetto.

In questa fase, il Tirocinio, per una durata complessiva di 160 ore (un mese), ha riguardato la Città di Palermo e il relativo territorio provinciale, mentre le aziende artigiane coinvolte sono state:

Panificio Raia Biagio;

Panificio De Simone Maria Rosaria;

Il forno di Cefalà Maria Anna;

Sparacio Vito Panificio;

Panificio Napoli Carlo;

Panificio S. Lucia di Governali Salvatore e Governali Giovanni s.n.c.;

Panificio Siragusa Leonarda;

L’antico forno di Domina Domenico;

Panetteria di Lorenzo Loredana.

Obiettivi del tirocinio sono stati:

  1. acquisizione da parte dei partecipanti di un’immagine più reale del mondo produttivo;
  2. verifica sul campo delle proprie attitudini;
  3. acquisizione di capacità comportamentali e tecniche specifiche.

Durante questa fase, una tirocinante non ha potuto svolgere il suo tirocinio Fase I, in quanto la relativa bottega ospitante ha comunicato all’Ente Gestore Agronica formale rinuncia. I tempi necessari alla sostituzione dell’azienda non hanno consentito all’allieva di svolgere il tirocinio contemporaneamente agli altri partecipanti. E’ stato necessario infatti richiedere all’Amministrazione Regionale apposita autorizzazione per il recupero del tirocinio fase I per tale allieva (Nota prot. N. 57902UOB12 del 02/07/2012).

L’azienda individuata per la sostituzione della rinunciataria è stata la Spinnato Food S.A.S di Enrico Spinnato.

Dopo questo primo approccio al mondo del lavoro, i partecipanti sono tornati in aula per un confronto su questa esperienza attraverso le attività di Ri-Orientamento.

AZIONE D) RI-ORIENTAMENTO

La seconda fase del percorso di orientamento, denominata Fase di Ri-Orientamento, è stata mirata a verificare le prime complessive 300 ore svolte tra la Formazione in aula e la prima fase di tirocinio che prevedeva l’inserimento dei partecipanti nelle rispettive aziende assegnate.

La durata delle attività di Ri-Orientamento è stata di 24 ore per complessive 4 giornate, rispettivamente il 29, 30, 31 agosto e 1 settembre 2011. La metodologia adottata è stata quella dell’incontro di gruppo e individuale. Gli obiettivi di questa fase sono stati quelli di valutare lo stato motivazionale, confermare le aspettative, riflettere su quanto i corsisti ritenessero coerente il loro Progetto Formativo con quello proposto dal loro Maestro Artigiano e, infine, far emergere eventuali criticità sorte nell’inserimento nella Bottega Artigiana.

Le attività di Ri-Orientamento hanno previsto una fase iniziale di accoglienza e analisi delle aspettative dei candidati riguardo al loro inserimento in Bottega. Si è proceduto, successivamente alla somministrazione a ciascun partecipante di schede di auto-valutazione, finalizzate a rilevare l’andamento del primo periodo di tirocinio formativo effettuato in azienda, individuandone gli elementi di criticità e i punti di forza.

Questa fase ha, inoltre, previsto un colloquio individuale con ciascun corsista orientato ad approfondire aspetti specifici emersi nelle schede e aiutare i soggetti a superare le difficoltà in grado di bloccarne il percorso formativo.

In generale, sono stati considerati i seguenti aspetti:

  • analisi delle mansioni svolte e delle competenze acquisite; chiarezza nella definizione degli obiettivi, dei compiti e delle responsabilità; gradualità dell’apprendimento;
  • chiarimento ed esplorazione di eventuali nodi critici;
  • analisi delle modalità utilizzate dal soggetto nell’affrontare le difficoltà;
  • individuazione di soluzioni alle problematiche evidenziate, stimolando il soggetto stesso ad attivarsi per identificarle e realizzarle;
  • divario tra aspettative individuali (idea iniziale) ed approccio reale;
  • grado di coinvolgimento, interesse e impegno.

Nella valutazione del percorso in atto, è stata considerata la presenza di miglioramenti e l’acquisizione di conoscenze e capacità operative e tecniche; si è, inoltre, cercato di valutare sia la capacità di adattamento del soggetto al contesto lavorativo (che include la capacità di rispetto dei tempi, dei ritmi di lavoro e delle regole previste), che la componente relazionale, cioè le modalità di rapporto strutturate con il tutor d’azienda e con gli altri colleghi.

Sono state, infine, accolte eventuali proposte e suggerimenti per un miglioramento possibile del percorso di apprendimento professionale.

Questa fase è stata intesa come uno strumento utile per valutare situazioni di criticità nell’inserimento nelle aziende.

In tal modo è stato possibile registrare in tempo utile una situazione problematica emersa durante il Tirocinio Fase I: la criticità era dovuta ad una non funzionale relazione tra il tutor aziendale e i due tirocinanti ospitati dall’azienda stessa.

Anche in questo caso, è stato necessario sostituire l’azienda e si è riusciti a garantire ai tirocinanti la possibilità di completare il percorso formativo da loro iniziato con l’inserimento della bottega artigiana Panificio di Vaccaro Michela.

Questa sostituzione, però, ha comportato necessariamente la motivata richiesta, accolta dell’Amministrazione Regionale, di ulteriore proroga per la conclusione delle attività progettuali.

L’attività di Ri-Orientamento, così come è stata ideata, si è dimostrata uno strumento utile e necessario, in quanto ha consentito a ciascun corsista di valutare accuratamente il proprio percorso formativo ed integrarlo con quello proposto dal Progetto, in modo da rendere la propria partecipazione a questa esperienza consapevole e attiva, principio cardine del Progetto.

AZIONE E) TIROCINIO FORMATIVO FASE 2

Questa fase del tirocinio è stata il perno di tutto il progetto.

La permanenza nelle aziende ospitanti durante la fase 2 del tirocinio per una durata complessiva di 1600 ore e di circa dieci mesi, dal 5 settembre 2011 al 28 luglio 2012, ha raggiunto l’obiettivo di concludere e concretizzare la professionalizzazione dei partecipanti.

Soltanto nel caso di due tirocinanti, per le motivazioni già esposte, l’azione E è stata posticipata e ha avuto inizio il 6 dicembre 2011 e si è conclusa il 20 ottobre 2012.

Un ruolo significativo è stato svolto dal Mentor (Maestro Artigiano) che ha seguito e curato la formazione on the job di ciascun tirocinante ospitato.

Il maestro d’arte ha trasmesso e condiviso le proprie conoscenze, le proprie competenze e la propria rete di relazioni; l’allievo si é posto in atteggiamento di ascolto per imparare le tecniche giuste, per gestire e rendere la propria formazione attiva e concreta.

Lavorando a fianco con i Mentor, gli allievi hanno potuto acquisire le basi di “antichi mestieri” che, destinati a scomparire, possono trovare, per loro tramite, non solo continuità, ma anche nuove energie vitali.

Soltanto un tirocinante tra tutti i partecipanti ha deciso di ritirarsi a fine dicembre 2011, mentre per tutti gli altri il percorso formativo è stata concluso per intero.

Nonostante ci siano state delle criticità, queste sono state di volta in volta affrontate e superate grazie alla motivazione, all’attenzione e alla cura che l’intero staff di progetto ha avuto nel seguire costantemente ciascun tirocinante durante l’intero percorso formativo.

Momento conclusivo e significativo del progetto è stata la valutazione finale degli apprendimenti e l’orientamento all’inserimento lavorativo.

AZIONE F) VALUTAZIONE FINALE DEGLI APPRENDIMENTI E ORIENTAMENTO ALL’INSERIMENTO LAVORATIVO

Sulla base di quanto previsto dal progetto approvato, concluse le fasi formative d’aula e di tirocinio on the job, al fine di “misurare” concretamente e certificare le competenze acquisite dagli allievi, è stata realizzata un’ulteriore fase di valutazione degli apprendimenti acquisiti e di orientamento all’inserimento lavorativo (inteso sia come lavoro subordinato che come creazione d’impresa). La fase in questione, per un totale complessivo di 24 ore, è stata organizzata in quattro giornate: 23, 24, 25 e 26 ottobre 2012.

Le attività realizzate in questa fase hanno perseguito i seguenti obiettivi:

  • sostenere i partecipanti nell’acquisizione di conoscenze tecnico-pratiche dando loro degli strumenti utili all’inserimento lavorativo;
  • orientare una riflessione personale sulla conoscenza di sé e sulla scelta del percorso professionale prescelto;
  • confermare e analizzare la scelta lavorativa per semplificare l’integrazione in impresa;
  • avviare l’inserimento lavorativo accompagnando i partecipanti nella ricerca attiva del lavoro, nella compilazione del Curriculum Vitae in formato europeo e nella valutazione di un percorso di creazione d’impresa.

A tal fine, sono state impartite le nozioni base per la creazione d’impresa, in particolare a coloro che hanno maturato l’idea d’imprenditorialità autonoma, sia a chi volesse rilevare aziende esistenti e sia a chi intendesse collaborare fattivamente e con una nuova mentalità e professionalità a quelle di famiglia già esistenti.

In sintesi, possiamo dire che gli obiettivi di questa fase prevedevano di valutare l’avvenuto apprendimento, le opportunità d’inserimento lavorativo e il grado di soddisfacimento degli allievi.

Questa fase in aula è stata suddivisa in quattro differenti momenti sulla base degli interventi previsti dal progetto.

Nella prima giornata ci si è concentrati sulla verifica conclusiva delle azioni progettuali e, a tal fine, è stato costruito uno strumento di valutazione e autovalutazione ad hoc con l’obiettivo di approfondire le seguenti aree:

  • valutazione su quanto appreso in aula e nelle ore di tirocinio
  • area relazionale (attitudini comportamentali, relazionali)
  • capacità comunicativa (con il team di lavoro e con i clienti)
  • area della professionalità acquisita (capacità organizzativa e capacità professionali)
  • valutazione sintetica complessiva dell’esperienza progettuale.

La seconda giornata è stata dedicata alla valutazione del grado di soddisfacimento, attraverso una fase iniziale di analisi delle aspettative attese e disattese dal Progetto, dalla quale è emersa una collettiva e positiva realizzazione del percorso formativo. Ampio spazio è stato dedicato alla valutazione dei punti di forza e di debolezza progettuali, analizzando nel complesso e nella specificità di ogni esperienza  la concreta possibilità che è stata data loro di fare esperienza diretta e pratica di inserimento lavorativo (esperienza on the job).

Anche questa fase si è svolta in assetto di gruppo.

La terza giornata è stata rivolta alla spendibilità della professione e all’eventuale opportunità d’inserimento lavorativo. La tematica relativa a quest’area d’interesse è stata sviluppata attraverso  un forum di discussione avvenuto in assetto di gruppo sulla base di una riflessione dell’essere imprenditori di se stessi.

La quarta giornata è stata dedicata alla ricerca attiva del lavoro e alla sua contestualizzazione nel territorio della provincia di Palermo, al fine di capire e mirare sulla continuità da dare a tale esperienza lavorativa, partendo da un’analisi personale fino a giungere alle mosse concrete da mettere in essere per concretizzare tale scelta.

Si è stimolati i corsisti a pensarsi come partecipanti attivi della loro scelta professionale, sia in quanto dipendenti – per coloro che l’esperienza ha avuto esito positivo di continuare nella bottega (3 su 16) con diverse tipologie di contratti – sia in quanto giovani alla ricerca attiva del lavoro.

Nella ricerca attiva del lavoro ci si è concentrati nel far acquisire alcune competenze quali:

  • la capacità di ricercare informazioni;
  • la capacità di costruire strumenti di ricerca attiva del lavoro (CV, lettere, indirizzari);
  • l’orientamento a concretizzare le azioni (agentività) di ricerca del lavoro scaturite dal progetto formativo/professionale.

Filo conduttore di tutte le attività è stato rendere i corsisti autonomi e capaci di definire il proprio percorso professionale e adoperare le competenze acquisite.

Per valorizzare anche il contributo prezioso e rilevante dato dalle aziende artigiane nella fase consistente di formazione e di possibile inserimento lavorativo dei giovani è stata realizzata una scheda che permettesse al Mentor (Maestro Artigiano) di valutare il livello di competenze raggiunto dai tirocinanti.

E’ stato anche chiesto di esprimere un pensiero sull’esperienza formativa vissuta e di fornire alcune fotografie che testimoniassero l’inserimento e la laboriosità dei loro tirocinanti.

Di seguito saranno riportati, previa loro autorizzazione, pensieri ed immagini che danno anche senso e significato all’esperienza vissuta denominata “PANIFICANDO. Inserimento lavorativo nel settore della panificazione tradizionale”.

Considerazioni Personali Mentor
“E’ stato un modo per conoscere il ragazzo nell’ambiente lavorativo, ha veramente capito che il lavoro è un impegno,  ho visto compiacersi dei prodotti da lui realizzati. Ha preso questa esperienza seriamente, si è mostrato disponibile, affidabile e molto cordiale. Posso dire che ama il suo lavoro”, Mentor Di Lorenzo.

“Dalla relazione alla realizzazione”

RISULTATI ATTESI

Dalla fase di selezione fase di Valutazione finale degli apprendimenti è emerso che i giovani coinvolti nel progetto hanno sviluppato competenze tali da aprire veri e propri confronti sui diversi cicli produttivi (per esempio tra chi ha utilizzato il forno a legno e chi no), su proposte competitive nel settore della panificazione in provincia, sulla possibilità di spendere all’estero le competenze acquisite.

Si sono mostrati consapevoli delle difficoltà che le piccole botteghe incontrano nel gestire e mantenere tale “qualità”, ma non hanno manifestato quasi mai percezioni pessimistiche guardando al futuro.

Il bilancio dell’inserimento lavorativo non sembra essere positivo se lo si analizza nella concretezza della possibilità che si voleva offrire di rimanere in azienda, in quanto soltanto tre su sedici hanno avuto possibilità concreta di spendere questa esperienza formativa sia all’interno della stessa bottega ospitante sia all’estero (un tirocinante si appresta a partire per la Francia dove ha intenzione di aprirsi un’attività).

Se, però, si osservano i ragazzi sulla base del percorso di crescita personale e professionale si può evincere che una ragazza ha maturato l’idea di aprire una propria attività completando il proprio profilo nel settore della pasticceria; tre ragazze hanno imparato un’arte nella speranza che possa essere utile nel proprio futuro anche se non nell’immediato; due ragazzi (un ragazzo e una ragazza), che sembrano aver trovato una sintonia affettiva proprio durante il corso, hanno manifestato l’intenzione di voler intraprendere un’attività propria in questo settore cercando di coniugare tradizione e innovazione.

I rimanenti sei fanno parte di quella sana percentuale che deve ancora maturare e decidere del proprio futuro, ma comunque ha dichiarato di aver fatto tesoro dell’esperienza relazionale che ha potuto interiorizzare in questo percorso formativo.

Anche i Mentor hanno apprezzato e valorizzato le qualità di questi ragazzi, riconoscendogli il merito di essere volenterosi, motivati e disponibili.

Non sono mancate, però, posizioni discordanti tra Mentor e tirocinante nel rispetto sempre l’uno della personalità dell’altro, indice questo di una formazione attiva che partiva non solo da competenze di base, ma anche da un buon bagaglio di esperienze lavorative che consentivano al tirocinante di mettersi, con le dovute differenze, alla pari del Maestro.

Possiamo, dunque, concludere che i giovani non sono apparsi molto lontani da questo settore ricco di tradizione e passione e che i Mentor hanno potuto trasferire le loro competenze, ricevendo anche contributi stimolanti da parte di chi sembra sempre essere deficitario di qualcosa, ma talvolta riesce a dimostrare di essere straordinariamente competitivo a chi lo osserva.

I Commenti sono chiusi